Alcune cose da sapere

Microcredito e Fondo di Garanzia
Il Ministero dello Sviluppo Economico, con i decreti del 24 dicembre 2014 e del 18 marzo 2015, ha integrato le Disposizioni Operative del Fondo introducendo per la garanzia del microcredito criteri di accesso significativamente semplificati e la possibilità per l’impresa di effettuare la prenotazione on line.
Alla sezione dedicata alla garanzia del microcredito, il Ministero dello Sviluppo Economico, ha destinato per l’anno in corso trenta milioni di euro, a cui si aggiungono i versamenti volontari effettuati da enti, associazioni, società o singoli cittadini.
E’ bene ribadire che tali risorse non sono utilizzate per erogare direttamente i finanziamenti, ma per favorirne la concessione attraverso la garanzia pubblica. (Fonte Ministero dello sviluppo economico)

Che differenza c’è tra un contributo a fondo perduto, un finanziamento agevolato e un contributo in conto interessi?
Contributo a fondo perduto, finanziamenti agevolati e contributi in conto interessi sono le tipiche forme con le quali gli enti pubblici erogano fondi pubblici alle imprese.

Contributo a fondo perduto
è una percentuale dello speso che viene restituita all’impresa, come contributo che non dovrà essere rimborsato. Si calcola sul valore di un bene o di una attività che l’impresa ha pagato e sostenuto e rendicontato all’ente publlico.

Finanziamento agevolato
finanziamento in tutto o in parte, in questo caso si parla di cofinanziamento, erogato con fondi pubblici ad un tasso inferiore rispetto a quello di mercato, tipicamente lo 0,5%. La differenza tra il tasso di mercato e il tasso agevolato è il guadagno per l’impresa.

Contributo in conto interessi
è un contributo a fondo perduto calcolato non sul valore di un bene acquistato dall’azienda ma sul tasso di interesse passivo pagato su di un finanziamento. Viene calcolato sviluppando un piano di ammortamento con capitale e tempo uguale al finanziamento sottostante ma con interesse pari a quello previsto dall’agevolazione.

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Nel dettaglio

Contributi a fondo perduto 2016

I contributi a fondo perduto sono somme che, una volta ricevute, non devono essere restituite da coloro che ne hanno beneficiato. Sono finanziamenti erogati generalmente da enti pubblici (Unione Europea, Ministeri, Regioni, ecc.) a favore di nuove imprese o imprese già attive. Normalmente non sono necessarie garanzie per ottenere il contributo se viene erogato dopo la rendicontazione di spesa, nei casi in cui è prevista l’erogazione di un anticipo invece è necessaria.

Il contributo a fondo perduto viene concesso a fronte di un investimento dell’imprenditore per la realizzazione di opere o l’acquisto di beni strumentali che abbiano effetti durevoli sull’impresa ed è calcolato in percentuale sul totale dell’investimento. Il contributo viene erogato solo a fronte della presentazione di documentazione di spese (ovvero fatture dei fornitori quietanzate).

Quali contributi a fondo perduto sono disponibili?

I contributi regionali attivi per l’anno in corso sono:

  • – POR 2016
  • – P.S.R. (Piano di Sviluppo Rurale)
  • – Leggi regionali e provinciali specifiche 2016

Va ricordato che i contributi sono solitamente sono destinati a start-up, progetti innovativi, strategie in ambito energetico, ricerca e sviluppo e internazionalizzazione.

Quali altri fondi sono disponibili?

Altri Fondi disponibili

  • Finanziamenti europei 2016
  • Finanziamenti PMI 2016
  • Prestito d’onore 2016
  • Finanziamenti imprese giovanili 2016
  • Imprenditoria femminile
  • Finanziamenti nuove imprese Legge 236
  • Finanziamenti a fondo perduto 2016
  • Fondo di garanzia 2016

Cosa significa finanziamento agevolato a breve termine?

E’ un finanziamento a breve termine, solitamente a tasso variabile, destinato a favorire il finanziamento del capitale di esercizio o l’investimento in scorte di materie prime e semilavorati.

Il finanziamento a breve termine offre la possibilità di ricevere in un’unica soluzione l’intera somma richiesta dietro presentazione della documentazione comprovante l’acquisto o la spesa, contattandoci potrete ricevere il supporto di un’assistenza tecnico-specialistica dedicata.

Quali opportunità per i finanziamenti a medio e lungo termine?

Questa tipologia di finanziamento si contraddistingue per la sua scadenza contrattuale che è superiore a diciotto mesi.

Viene utilizzato da parte di privati il Mutuo, un leasing o per il credito a consumo.

Le imprese possono accedere al Finanziamento a Medio o lungo termine in caso di acquisto di: sedi operative o capannoni, macchinari, scorte di magazzino, investimenti innovativi o ecosostenibili, sicurezza dell’ambiente di lavoro, ristrutturazioni, ecc.

Il finanziamento a medio e lungo termine si avvale di molte leggi o decreti nazionali e regionali che tendono ad abbattere, in alcuni casi in modo significativo, il tasso di interesse.

A puro titolo indicativo vi indichiamo alcuni esempi:

  • il Fondo per la Crescita Sostenibile (ex Fondo speciale rotativo per l’innovazione tecnologica FIT – Legge 46/82) istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico con  D.L. 83/201,
  • Il Fondo Kyoto, istituito dalla Legge finanziaria 2007 per finanziare la realizzazione di interventi in attuazione dei dettami del Protocollo di Kyoto,
  • Il Fondo di Garanzia, strumento istituito dal Ministero dello Sviluppo economico con Legge n. 662/96
  • “Beni Strumentali – Nuova Sabatini” finalizzata ad accrescere la competitività del nostro sistema produttivo e migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese italiane
  • La legge 488/92 che offre una gamma completa di soluzioni per finanziare l’acquisto, la costruzione di immobili, l’ampliamento e l’ammodernamento della capacità produttiva ed organizzativa dell’azienda.

Il Crowdfunding: cos'è, come funziona e a chi si rivolge?

Il crowdfunding è un fenomeno che si è diffuso negli ultimi anni ma ha radici ben più radicate nel tempo. Il termine utilizzato, che racchiude in sé i concetti di folla/persone (crowd) e finanziamento/fondi (funding), ha in realtà un significato ben più profondo che per certi versi può essere sintetizzato come una raccolta fondi dell’era digitale.

I motivi principali della sua rapida diffusione sono da ricercare nella situazione politico-economica globale e nella crescente diffusione dei social media. In linea generale il crowdfunding consiste nell’utilizzare Internet per la raccolta di capitale da gruppi di persone con interessi comuni al fine di finanziare un progetto o un iniziativa.

In questo contesto gli elementi che compongono il fenomeno del crowdfunding, possono essere visti come: uno scambio di informazioni (idee e progetti) e di capitale (fondi), tra persone o gruppi di persone (crowd), attraverso strumenti informatici (social media, social network), in un ambiente virtuale (Internet).

Come funziona?

Se come concetto generale la raccolta fondi non rappresenta una grossa novità, la principale innovazione portata dal crowdfunding è rappresentata dal modo con il quale vengono utilizzati gli strumenti informatici disponibili oggi.

La capacità infatti dei social media di raggiungere, coinvolgere ed emozionare un vasto numero di persone, costituisce l’elemento essenziale per ottenere un finanziamento attraverso una campagna di crowdfunding.

Strumenti

I portali online specializzati, meglio noti come piattaforme di crowdfunding, hanno dimostrato di avere l’abilità di raggiungere svariate comunità a supporto di: imprenditori, artisti, musicisti, designers, progetti locali, etc…

L’attività di gestione di portali per il crowdfunding, inquadrabile nell’ambito dei servizi di investimento, è stata ricondotta alla “ricezione e trasmissione ordini”, pertanto oltre alle banche e alle imprese di investimento autorizzate (“gestori di diritto”), è stato consentito ai sensi dell’articolo 3 della MiFID, che l’attività fosse svolta anche da altri soggetti sottoposti ad autorizzazione e alla vigilanza della Consob (“gestori autorizzati”). Il Decreto pertanto ha introdotto una disciplina speciale (nazionale) per i gestori di portali diversi dalle banche e dalle imprese di investimento, i quali devono essere iscritti nell’apposito registro tenuto dalla Consob, non possono detenere somme di denaro e strumenti finanziari di pertinenza di terzi e devono trasmettere gli ordini riguardanti la sottoscrizione e la compravendita degli strumenti finanziari esclusivamente a banche e imprese di investimento. L’iscrizione nel registro ha natura autorizzatoria, in quanto è subordinata alla sussistenza dei requisiti definiti dalla norma primaria e di quelli ulteriori, fra i quali quelli di onorabilità e professionalità, delegati alla potestà regolamentare della Consob.

Il ruolo delle piattaforme di crowdfunding è di concentrare su un portale on-line i progetti presentati dalle startup e l’interesse dei potenziali investitori, facilitando in questo modo la raccolta di capitale da parte dei primi.

Il modello di business delle piattaforme di crowdfunding, nella maggioranza dei casi, si basa su una percentuale che viene trattenuta dalla somma di denaro raccolta per il progetto finanziato. Il supporto fornito sotto forma di donazione o finanziamento, si è sviluppato sotto varie forme che si differenziano in base alla natura dello scambio tra l’investitore/donatore ed il progetto. Gli imprenditori o le persone alla ricerca di un finanziamento tramite crowdfunding, possono offrire delle ricompense a chi ha effettuato un investimento nella loro idea secondo diverse modalità.

Il modello di crowdfunding più diffuso, in Italia e nel mondo, è rappresentato dal donation/rewards crowdfunding. Secondo tale modello, a seguito di una donazione, è prevista un tipo di ricompensa di carattere non finanziario (un gadget, un prodotto, un meeting con il creatore dell’idea, un ringraziamento sotto varie forme, etc…).

Storia e normative italiane del crowdfunding

Il crowdfunding è un fenomeno nato in Australia e negli Stati Uniti, attraverso il quale il promotore di un’iniziativa a carattere economico, sociale, culturale o benefico richiede al pubblico indistinto (crowd), tramite un sito internet (il portale o piattaforma), somme di denaro, anche di modesta entità, per sostenere il progetto esposto (funding).

La crescente difficoltà di accesso al credito da parte delle PMI, ha contribuito allo sviluppo di un nuovo modello, l’equity crowdfunding. Il modello equity prevede un finanziamento sotto forma di capitale di rischio al fine di ottenere delle quote di partecipazione nella società.

In Italia, il crowdfunding è diventato un fenomeno di grande interesse, soprattutto a partire dallo scorso anno quando fu’ introdotto nel report “Restart, Italia!” commissionato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Nel 2013, la Consob, dopo varie ricerche e consultazioni con esperti del settore, è arrivata alla pubblicazione della normativa su l’equity crowdfunding che permetterà alle start-up innovative di raccogliere fondi attraverso le piattaforme di crowdfunding registrate presso un registro Consob; tutelando l’investitore e l’imprenditore.

Nonostante qualche critica riguardante l’eccessiva regolamentazione, l’Italia è stato il primo stato Europeo ad adottare una normativa per questo settore e questo può far ben sperare soprattutto in ottica futura, augurandosi che il 2013 sarà ricordato come l’anno delle start-up e del crowdfunding.

Tipologie di crowdfunding

Esistono diverse tipologie di crowdfunding, distinte in base alla finalità per la quale si raccolgono le risorse finanziarie, oppure in relazione alla remunerazione prevista per i finanziatori del web:

  • –Il modello donation based, presume la raccolta di fondi per iniziative senza scopo di lucro;
  • –il modello reward based, che prevede, in cambio di una donazione in denaro, una ricompensa non monetaria: la ricezione di un premio oppure un riconoscimento immateriale, come un ringraziamento pubblico sul sito della società neo costituita;
  • –il modello lending based, che si basa sui microprestiti a persone o imprese;
  • –il modello equity based, che prevede la partecipazione al capitale sociale dell’impresa e che attualmente è l’unica forma regolamentata in Italia dalla Consob. Nel 2012 infatti, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo di un canale di finanziamento alternativo rispetto al credito bancario, il cui razionamento è stato esasperato dalla crisi finanziaria, il Governo ha disciplinato lo svolgimento dell’attività di equity crowdfunding in Italia, attraverso il Decreto n. 179/2012.

Cos’è il microcredito e a cosa serve il microcredito?

Il Microcredito consiste nell’erogazione di finanziamenti, atti a promuovere l’inserimento di persone fisiche nel mercato del lavoro, finalizzati all’avvio o allo sviluppo di un’attività di lavoro autonomo o di microimpresa. Queste imprese possono essere organizzate in forma individuale, associazione, società di persone, società a responsabilità limitata semplificata o società cooperativa.

A cosa serve il Fondo di Garanzia?

Il Fondo di Garanzia offre sostegno non finanziario, ma in termini di garanzie verso il finanziatore dell’impresa che richiede il finanziamento e il soggetto finanziatore: l’impresa richiedente così non ha un contributo in denaro ma ha un garante nella richiesta di finanziamento.  Questa soluzione permette alle Banche di avere una vera e propria garanzia pubblica pur non disciplinando condizioni favorevoli di accesso, spese ed interessi.

Il meccanismo di funzionamento del Fondo di garanzia genera un effetto leva finanziario interessante visto che per ogni euro del Fondo si attivano circa 16 euro di finanziamenti per le PMI.  Agendo da effetto moltiplicatore delle risorse pubbliche, diventa un efficace strumento di politica industriale con un rapporto costi/benefici inferiore a qualsiasi altra agevolazione. E’ un fondo rotativo che, per effetto del graduale rimborso dei finanziamenti, è in grado di reimpiegare più volte le risorse assegnate.

Chi può usufruire del Fondo di Garanzia?

I soggetti beneficiari che possono ottenere la garanzia sono esclusivamente le imprese già costituite o i professionisti già titolari di partita IVA, in entrambi i casi da non più di 5 anni. Professionisti e imprese non possono avere più di 5 dipendenti, ovvero 10 nel caso di Società di persone, SRL semplificate, cooperative. Ulteriori limitazioni riguardano l’attivo patrimoniale (massimo 300.000 euro), i ricavi lordi (fino a 200.000 euro) e livello di indebitamento (non superiore a 100.000 euro).

Per essere ammissibili al Fondo i professionisti, inoltre, devono essere iscritti agli ordini professionali o aderire alle associazioni professionali iscritte nell’elenco tenuto dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi della legge 4/2013. Professionisti e imprese devono operare nei settori ammissibili in base alle Disposizioni operative del Fondo.

Cosa posso finanziare?

Sono ammissibili alla garanzia del Fondo i finanziamenti finalizzati all’acquisto di beni e servizi direttamente connessi all’attività svolta (compreso il pagamento dei canoni del leasing, il microleasing finanziario e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative), al pagamento di retribuzioni di nuovi dipendenti o soci lavoratori e al sostenimento dei costi per corsi di formazione.

Cosa sono i servizi ausiliari?

I soggetti che erogano un’operazione di microcredito sono tenuti a prestare, in fase di istruttoria e durante il periodo di rimborso, almeno due dei servizi ausiliari di assistenza e monitoraggio dei soggetti finanziati previsti dalla normativa. Tali servizi possono riguardare il supporto alla definizione della strategia di sviluppo, la formazione sulle tecniche di amministrazione o sull’uso di tecnologie avanzate, la definizione di strategie di marketing, il supporto per la soluzione di problemi legali, fiscali e amministrativi o per l’individuazione di criticità del progetto finanziato.

Caratteristiche dei finanziamenti

I finanziamenti possono avere una durata massima di 7 anni, non possono essere assistiti da garanzie reali e non possono eccedere il limite di euro 25.000 per ciascun beneficiario. Tale limite può essere aumentato di euro 10.000 qualora il finanziamento preveda l’erogazione frazionata, subordinando i versamenti al pagamento puntuale di almeno le ultime sei rate pregresse e al raggiungimento di risultati intermedi stabiliti dal contratto. E’ possibile concedere allo stesso soggetto un nuovo finanziamento per un ammontare, che sommato al debito residuo di altre operazioni di microcredito, non superi il limite di 25.000 euro o, nei casi previsti, di 35.000 euro.

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